
Maria Laura Savio
Quelle a été ta première pensée en découvrant LaChiave, et qu’est-ce qui t’a amenée à devenir partenaire du projet ?
La prima volta che Alessandro mi ha contattata ho pensato: “Ma quanto è magica e incredibile la vita?”
Perché proprio due anni fa avevo iniziato a pensare che avrei voluto fare esattamente questo: portare delle persone nei luoghi che per me sono stati casa, cura, scoperta. Luoghi che mi hanno cambiata, che mi hanno guarita, che hanno lasciato qualcosa di profondissimo dentro di me.
E poi guardo cosa mi porta la vita, due anni dopo: Alessandro.
Ciò che mi ha colpito di Alessandro, però, non è stata solo la visione del progetto. È stata soprattutto la sua voglia di conoscersi, di scoprirsi, di mettersi in gioco. Il coraggio che ha avuto nel lasciare un lavoro a tempo indeterminato per lanciarsi, per tuffarsi nel vuoto, nel non sapere, e vedere cosa sarebbe successo.
E proprio dentro questo spazio ha iniziato un percorso che mi ha fatto riconoscere tantissimi pezzi di me.
È andato in India e ha fatto un teacher training: io sono insegnante di Hatha Yoga. Ha fatto Vipassana: io ne ho fatte tre e ho anche servito come volontaria. Poi ha deciso di andare in Sud America per vivere esperienze con le piante maestre: un mondo che è stato una parte fondamentale del mio percorso, visto che per sei anni ho facilitato esperienze di espansione di coscienza attraverso pratiche e rimedi ancestrali sciamanici.
E proprio a 22 anni sono arrivata per la prima volta in Brasile, dove ho avuto il mio primo incontro con il Kambo, il Santo Daime e la cultura indigena.
Tre tasselli, uno dopo l’altro.
E a quel punto ho pensato: ok, forse sì. Alessandro è la persona giusta.
Perché non c’era solo una visione che risuonava con la mia, ma c’era anche un percorso, una ricerca, una curiosità verso la vita che in qualche modo iniziavano a incontrarsi.
Io sentivo da tempo il desiderio di far vivere ad altre persone quei luoghi che per me hanno avuto un significato così grande. Di accompagnarle dall’altra parte del mondo, in posti magari lontani e sconosciuti, che da sole forse non avrebbero avuto il coraggio o gli strumenti per raggiungere.
Ed è proprio questo che trovo bellissimo nel progetto: creare un collegamento tra le persone e i luoghi magici che esistono nel mondo. Dare loro la possibilità di attraversare quella porta e vivere qualcosa che magari può lasciare un segno anche nella loro vita.
E poi c’è una cosa che trovo quasi perfetta nella nostra collaborazione: sento che abbiamo due modalità diverse, ma che possono completarsi molto bene.
Io porterò soprattutto la parte legata alle pratiche e all’esperienza: il respiro, la meditazione, il movimento libero e consapevole, e tutti quegli strumenti che fanno parte del mio percorso e che possono accompagnare le persone a vivere il viaggio non solo come qualcosa da vedere, ma anche come qualcosa da sentire e attraversare.
Alessandro, invece, ha una grande forza nella parte logistica e organizzativa, nel trasformare una visione in qualcosa di concreto e strutturato.
Ma la cosa bella è che non sono due mondi separati: entrambi sentiamo, immaginiamo, creiamo e abbiamo una grande curiosità verso l’esperienza. Semplicemente, abbiamo competenze diverse che possono incontrarsi e completarsi.
Ed è proprio questo che mi ha fatto pensare ancora una volta: forse era esattamente questo l’incastro che mancava.
Ci siamo trovati subito. Ho sentito una grande affinità, una persona umile, intelligente, preparata, con una visione molto chiara e soprattutto con una grande voglia di continuare a scoprirsi.
E quindi penso: due anni fa avevo solo un desiderio.
Oggi la vita mi ha messo davanti una persona con cui quel desiderio può finalmente prendere forma.
E questa cosa, per me, è magia.
Ballerina professionista, insegnante di danza e yoga, facilitatrice di esperienze di movimento e riconnessione.
Sono un'anima gioiosa ed entusiasta, profondamente grata e innamorata della vita, dei tramonti, della danza, del movimento e di tutto ciò che ci ricorda quanto sia bello essere vivi.
La danza mi accompagna da oltre 15 anni. Per più di 12 anni ho lavorato professionalmente sui palcoscenici italiani e internazionali, viaggiando in tutto il mondo e collaborando con artisti come Laura Pausini, con cui ho danzato per tre anni in tournée internazionali, Justin Bieber, Kylie Minogue, Jason Derulo, Pitbull e molti altri. Grazie a un visto artistico mi sono trasferita a Los Angeles, dove ho vissuto e lavorato per due anni tra produzioni internazionali, compagnie di danza contemporanea e il mondo dello spettacolo.
Nel tempo, però, ho sentito crescere dentro di me il desiderio di andare oltre la performance e di tornare al corpo come luogo di ascolto, presenza e verità.
Il rientro in Italia durante il periodo del Covid ha segnato l'inizio di un nuovo capitolo. Da allora ho approfondito e integrato nel mio percorso pratiche e tradizioni incontrate durante i miei viaggi e la mia ricerca personale: Hatha Yoga, pranayama e breathwork, meditazione, Reiki, sound healing, movimento consapevole ed ecosomatico, danza, ritualità e cerimonie. Da molti anni pratico inoltre il Buddismo giapponese di Nichiren Daishonin, un filo profondo che ha accompagnato e nutrito la mia trasformazione.
Ho viaggiato e praticato in diversi luoghi del mondo, dalle esperienze rituali in Perù e Messico fino all'India, dove ho approfondito la filosofia tantrica non dualista, il Bhakti Yoga, la più antica arte marziale Kalaripayattu e pratiche tradizionali legate al corpo, alla disciplina e alla consapevolezza.
Dopo tanti anni passati a viaggiare, lavorare e cercare lontano, oggi vivo in Sardegna, a Nuali Gallura, il progetto che sto costruendo insieme alla mia famiglia. Qui ho scelto una vita più semplice e profondamente connessa alla terra. Vivo all'aria aperta, nel mio piccolo angolo di paradiso immerso nella natura, insieme al mio cane, nel mio van. Dormo sotto la luna e le stelle, mi sveglio con i primi raggi del sole e lascio che siano i ritmi della natura e il canto del gallo a ricordarmi ogni giorno cosa significa essere presenti.
Il mio approccio nasce dall'incontro tra la mia esperienza artistica e una ricerca più profonda sul corpo come strumento di espressione, libertà, guarigione e connessione. Non credo nella danza come qualcosa da saper fare, ma come un linguaggio originario che tutti possediamo. Non serve essere ballerini, né avere esperienza nelle pratiche: serve solo la disponibilità ad ascoltarsi, lasciarsi attraversare dal movimento e, magari, ricordarsi di giocare.
Il mio ritorno in Brasile
Il Brasile occupa un posto molto speciale nella mia storia.
Ci sono arrivata per la prima volta a vent'anni, insieme a mio padre e ai miei quattro fratelli. È iniziata così una grande avventura di famiglia, tra Canoa Quebrada, Jericoacoara, i Lençóis Maranhenses e São Luís. Siamo tornati per diversi anni, soprattutto per imparare a fare kitesurf tutti insieme, seguendo la passione di mio padre.
Ma è stato proprio durante quei primi viaggi che ho avuto il mio primo incontro con le piante maestre e con le pratiche ancestrali. Attraverso una donna brasiliana che avevamo conosciuto durante il viaggio, legata alla tradizione del Santo Daime, mia madre venne a conoscenza della possibilità di entrare nella foresta e vivere un'esperienza di Kambo con dei praticanti indigeni. Io, mio fratello Giacomo e mia sorella Mariana abbiamo scelto di seguirla.
Quella esperienza è stata una delle prime porte che si sono aperte verso un percorso che, negli anni successivi, sarebbe diventato una parte profonda della mia vita.
Da allora il mio cammino mi ha portata in Perù, a Tenerife, in India e in molti altri luoghi, attraverso pratiche di movimento, meditazione, yoga, ritualità, tradizioni ancestrali e lavoro con le piante maestre. Per circa sei anni ho anche facilitato e accompagnato persone attraverso esperienze di esplorazione interiore.
Oggi torno in Brasile con una consapevolezza completamente diversa e con molti più strumenti nel mio bagaglio.
Durante questo viaggio accompagnerò il gruppo intrecciando alcune delle pratiche che fanno parte del mio percorso: Hatha Yoga, movimento consapevole ed ecosomatica, meditazione, breathwork, sound healing, Ecstatic Dance, voce e cerchi rituali.
Per me questo viaggio rappresenta un ritorno alle origini. Tornare in Brasile dopo tutti questi anni, dopo il Perù, l'India, Tenerife e tutto ciò che ho incontrato e imparato lungo il cammino, significa tornare in una terra che ha visto nascere uno dei primi capitoli del mio percorso.
Sono curiosa di sentire cosa questa terra potrà risvegliare in me oggi, e ancora più felice di poter vivere questo ritorno insieme alle persone che sceglieranno di attraversare questo viaggio con noi.
Un ritorno là dove qualcosa è iniziato. Un viaggio nella terra, nel corpo e nell'ignoto.