Bahia: Tamburi, Cammino e Onde
In partnership: LaChiave con Maria Laura Savio
10 notti · 11 giorni · Dal 23 gennaio al 2 febbraio 2027
Questo viaggio fa per me?
Highlights

Salvador da Bahia - Parte 1
Salvador da Bahia Prima capitale del Brasile e oggi una delle città più affascinanti del Paese: architettura coloniale, mercati, chiese barocche, musica e vita di strada convivono in un'atmosfera unica. A fine gennaio la città è già in movimento verso la festa, e si sente

Vale do Pati — Chapada Diamantina
Nel cuore del Parco Nazionale della Chapada Diamantina, una valle remota raggiungibile solo a piedi, considerata uno dei trekking più belli del Sud America. Tre giorni tra canyon, altipiani, cascate e montagne, dove vivono ancora poche famiglie sparse nella natura.
Boipeba — Oceano Atlantico
Un'isola senza automobili, spiagge lunghe, mangrovie e villaggi di pescatori. Dopo il cammino, due giorni pieni in cui il tempo rallenta e non c'è niente da raggiungere.
Salvador parte 2 — Il giorno di Iemanja
Si torna a Salvador per il 2 febbraio, il giorno di Iemanjá, Regina del Mare e Madre di tutti gli Orixás. Una folla vestita di bianco che porta fiori e offerte all'oceano, tamburi, capoeira e devozione che si fondono nella stessa giornata. Una delle celebrazioni più intense del Brasile, che accade solo qui e solo adesso.
Descrizione del viaggio
La Bahia è lo stato del Brasile che più di ogni altro rappresenta l'incontro tra tre mondi: quello europeo, quello africano e quello delle popolazioni indigene. Per secoli le culture portate dagli schiavi yoruba hanno custodito se stesse dove nessun divieto poteva arrivare: nei corpi, nei canti, nel cibo, nel modo di stare insieme, nel ritmo dei tamburi. Per aggirare le persecuzioni dei colonizzatori, gli Orixás, le divinità della natura, vennero associati ai santi cattolici. Oggi quella non è più una maschera di sopravvivenza: è l'identità stessa di Salvador, una città dove gli stessi fedeli frequentano la messa e i terreiros. Una cultura che non si è tramandata sulla carta ma nel movimento, e che una volta all'anno smette di stare custodita ed esce in strada. Quel momento è esattamente quando andiamo. Fine gennaio a Salvador è la stagione in cui la città sale: i blocchi afro provano nelle strade, i tamburi si sentono ovunque la sera, le rodas de capoeira si aprono nelle piazze, il bianco comincia a comparire nei vestiti giorni prima. Il 2 febbraio è il giorno di Iemanjá, la Regina del Mare e la Madre di tutti gli Orixás, sincretizzata con la Madonna. Dalle prime ore del mattino una folla immensa vestita di bianco e azzurro si raccoglie sulla spiaggia di Rio Vermelho con cesti di fiori, profumi, specchi, lettere. Nel pomeriggio centinaia di imbarcazioni prendono il largo per depositare le offerte nell'oceano, mentre le strade si riempiono di tamburi, capoeira e cibo. Il 4 febbraio comincia il carnevale. Noi non arriviamo per un giorno: attraversiamo dodici giorni mentre tutta la città va in quella direzione. Nel mezzo c'è un movimento preciso, e il corpo lo sente. Si parte dal Pelourinho, dove la città ti travolge e non ti chiede il permesso. Poi si sale in Chapada Diamantina e si entra nel Vale do Pati, una valle remota raggiungibile solo a piedi, tre giorni di cammino tra canyon, altipiani e cascate, con lo zaino in spalla e le notti nelle pousadas delle famiglie che vivono nella valle. Alla fine del cammino si scende a Boipeba, isola senza automobili, dove per due giorni pieni l'oceano ferma tutto e il corpo, dopo la fatica, impara anche a riposare. Poi si torna a Salvador. Stessa città, ma non lo stesso corpo che era arrivato dieci giorni prima. Arriviamo il giorno prima di Iemanjá, quando la festa è già ovunque, e restiamo fino alla fine. Non partecipiamo a un rito che non ci appartiene: siamo presenti a una città che celebra, in mezzo alla gente, con il rispetto di chi guarda da vicino senza mettersi al centro. Con Lalla il filo che tiene insieme tutto questo è il movimento. Non la danza come disciplina, ma il movimento come linguaggio che tutti abbiamo già: camminare, respirare, muoversi, stare a tempo con qualcosa di più grande. Lalla ha ballato per oltre dodici anni sui palchi internazionali, poi ha scelto di uscire dalla performance per tornare al corpo come luogo di ascolto. Sa stare in quello spazio dove ci si muove senza essere guardati, ed è esattamente quello che succede in una piazza in Bahia: nessuno esegue, tutti partecipano. Lungo il viaggio intreccia yoga, respiro, movimento consapevole, voce, suono e cerchi di condivisione, non come programma parallelo ma come modo di attraversare i luoghi. Come in tutti i nostri viaggi, alterniamo esplorazione e momenti di ascolto, perché ogni viaggio può essere anche un'occasione per osservare il mondo con occhi nuovi. E cercando di capire un mondo nuovo, inevitabilmente iniziamo a capire qualcosa di noi.
Cos'è questo viaggio
Un viaggio in quattro movimenti, tenuti insieme dall'acqua: la città, la valle, l'oceano, il ritorno alla città il giorno in cui va all'acqua. A Salvador entriamo nella cultura bahiana, nel Vale do Pati camminiamo, a Boipeba ci fermiamo, e poi torniamo dentro la festa con tutto quello che abbiamo attraversato addosso. Il Vale do Pati è un trekking vero: zaino, salita, un po' di fatica, notti in pousadas semplici nella valle, senza copertura telefonica. A Boipeba non c'è niente da fare, ed è il punto. Due giorni pieni di mare servono perché quello che è successo prima abbia il tempo di sedimentare. Il giorno di Iemanjá non è un'escursione organizzata. È una città intera che si muove, e noi siamo dentro, con la libertà di starci ognuno a modo proprio. Alessandro e Lalla accompagnano il gruppo per tutta la durata, come compagni di viaggio e di pratica.
Cosa non è
Non è un tour con tappe e orari scanditi, e non è un pacchetto costruito intorno al carnevale. Arriviamo prima, quando la città si prepara, e il carnevale ufficiale comincia il giorno dopo la nostra partenza. Non è un corso di danza, né un ritiro di yoga con la Bahia sullo sfondo. Non serve saper ballare e non serve aver mai praticato. Non è un percorso cerimoniale. Le pratiche ancestrali che fanno parte del cammino di Lalla appartengono ad altre terre e ad altri contesti: qui restano nella sua storia, non nel programma. Stiamo lavorando a un viaggio diverso dove quel filo sarà centrale, ma non è questo. È un viaggio ibrido tra avventura, natura, cultura e movimento, in cui la scoperta dei luoghi si intreccia con il respiro, il ritmo e i momenti di ascolto e condivisione.
Per chi è pensato
Per chi ha sempre sentito una chiamata verso il Brasile, ne ha immaginato i colori, la musica, la natura, ma non è mai partito perché non voleva farlo da solo. Per chi ama viaggiare con apertura e curiosità, non ha paura di un po' di fatica fisica, e vuole condividere l'esperienza con un piccolo gruppo eterogeneo per età ed esperienza, unito dalla stessa intenzione: attraversare un luogo invece di visitarlo. Per chi è abituato ad avere tutto sotto controllo e sente che, per una volta, sarebbe bello non decidere dove andare e cosa fare, e lasciarsi accompagnare. Per chi magari non balla da anni, ma sente ancora la voglia di muoversi senza giudizio, e vuole un viaggio che tenga il corpo al centro, non come aggiunta. Non serve essere spirituali. Non serve essere ballerini. Non serve essere esperti di yoga. Serve la voglia di partire, esplorare e lasciare andare il controllo per un po'.
Chi ti accompagna

Alessandro Crea
Dopo 11 anni di consulenza ho realizzato il sogno di una vita: nove mesi zaino in spalla senza un piano preciso. Un viaggio attorno al globo, e dentro di me. Partito dall'India, 26 giorni in un Ashram a studiare yoga, meditazione, pranayama e induismo, dove la disciplina era totale e il corpo diventava il territorio su cui lavorare ogni giorno. Poi in Sudamerica, vivendo esperienze che non si spiegano facilmente e che non avevo cercato di spiegare nemmeno a me stesso. Dalle Ande al Perù, attraverso l'Amazzonia fino alle coste Bahiane e Carioca. Da quel viaggio è nata la convinzione che certi nodi che portiamo con noi si allentino solo quando siamo lontani dal contesto che li ha creati. Che il movimento fisico e il disorientamento geografico facciano qualcosa che cento conversazioni seduti non fanno. Da quel viaggio è nato il viaggio LaChiave in Bahia.
Maria Laura Savio (Lalla)
Ballerina professionista, insegnante di danza e yoga, facilitatrice di esperienze di movimento e riconnessione. Sono un'anima gioiosa ed entusiasta, profondamente grata e innamorata della vita, dei tramonti, della danza, del movimento e di tutto ciò che ci ricorda quanto sia bello essere vivi. La danza mi accompagna da oltre 15 anni. Per più di 12 anni ho lavorato professionalmente sui palcoscenici italiani e internazionali, viaggiando in tutto il mondo e collaborando con artisti come Laura Pausini, con cui ho danzato per tre anni in tournée internazionali, Justin Bieber, Kylie Minogue, Jason Derulo, Pitbull e molti altri. Grazie a un visto artistico mi sono trasferita a Los Angeles, dove ho vissuto e lavorato per due anni tra produzioni internazionali, compagnie di danza contemporanea e il mondo dello spettacolo. Nel tempo, però, ho sentito crescere dentro di me il desiderio di andare oltre la performance e di tornare al corpo come luogo di ascolto, presenza e verità. Il rientro in Italia durante il periodo del Covid ha segnato l'inizio di un nuovo capitolo. Da allora ho approfondito e integrato nel mio percorso pratiche e tradizioni incontrate durante i miei viaggi e la mia ricerca personale: Hatha Yoga, pranayama e breathwork, meditazione, Reiki, sound healing, movimento consapevole ed ecosomatico, danza, ritualità e cerimonie. Da molti anni pratico inoltre il Buddismo giapponese di Nichiren Daishonin, un filo profondo che ha accompagnato e nutrito la mia trasformazione. Ho viaggiato e praticato in diversi luoghi del mondo, dalle esperienze rituali in Perù e Messico fino all'India, dove ho approfondito la filosofia tantrica non dualista, il Bhakti Yoga, la più antica arte marziale Kalaripayattu e pratiche tradizionali legate al corpo, alla disciplina e alla consapevolezza. Dopo tanti anni passati a viaggiare, lavorare e cercare lontano, oggi vivo in Sardegna, a Nuali Gallura, il progetto che sto costruendo insieme alla mia famiglia. Qui ho scelto una vita più semplice e profondamente connessa alla terra. Vivo all'aria aperta, nel mio piccolo angolo di paradiso immerso nella natura, insieme al mio cane, nel mio van. Dormo sotto la luna e le stelle, mi sveglio con i primi raggi del sole e lascio che siano i ritmi della natura e il canto del gallo a ricordarmi ogni giorno cosa significa essere presenti. Il mio approccio nasce dall'incontro tra la mia esperienza artistica e una ricerca più profonda sul corpo come strumento di espressione, libertà, guarigione e connessione. Non credo nella danza come qualcosa da saper fare, ma come un linguaggio originario che tutti possediamo. Non serve essere ballerini, né avere esperienza nelle pratiche: serve solo la disponibilità ad ascoltarsi, lasciarsi attraversare dal movimento e, magari, ricordarsi di giocare. Il mio ritorno in Brasile Il Brasile occupa un posto molto speciale nella mia storia. Ci sono arrivata per la prima volta a vent'anni, insieme a mio padre e ai miei quattro fratelli. È iniziata così una grande avventura di famiglia, tra Canoa Quebrada, Jericoacoara, i Lençóis Maranhenses e São Luís. Siamo tornati per diversi anni, soprattutto per imparare a fare kitesurf tutti insieme, seguendo la passione di mio padre. Ma è stato proprio durante quei primi viaggi che ho avuto il mio primo incontro con le piante maestre e con le pratiche ancestrali. Attraverso una donna brasiliana che avevamo conosciuto durante il viaggio, legata alla tradizione del Santo Daime, mia madre venne a conoscenza della possibilità di entrare nella foresta e vivere un'esperienza di Kambo con dei praticanti indigeni. Io, mio fratello Giacomo e mia sorella Mariana abbiamo scelto di seguirla. Quella esperienza è stata una delle prime porte che si sono aperte verso un percorso che, negli anni successivi, sarebbe diventato una parte profonda della mia vita. Da allora il mio cammino mi ha portata in Perù, a Tenerife, in India e in molti altri luoghi, attraverso pratiche di movimento, meditazione, yoga, ritualità, tradizioni ancestrali e lavoro con le piante maestre. Per circa sei anni ho anche facilitato e accompagnato persone attraverso esperienze di esplorazione interiore. Oggi torno in Brasile con una consapevolezza completamente diversa e con molti più strumenti nel mio bagaglio. Durante questo viaggio accompagnerò il gruppo intrecciando alcune delle pratiche che fanno parte del mio percorso: Hatha Yoga, movimento consapevole ed ecosomatica, meditazione, breathwork, sound healing, Ecstatic Dance, voce e cerchi rituali. Per me questo viaggio rappresenta un ritorno alle origini. Tornare in Brasile dopo tutti questi anni, dopo il Perù, l'India, Tenerife e tutto ciò che ho incontrato e imparato lungo il cammino, significa tornare in una terra che ha visto nascere uno dei primi capitoli del mio percorso. Sono curiosa di sentire cosa questa terra potrà risvegliare in me oggi, e ancora più felice di poter vivere questo ritorno insieme alle persone che sceglieranno di attraversare questo viaggio con noi. Un ritorno là dove qualcosa è iniziato. Un viaggio nella terra, nel corpo e nell'ignoto.

In Bahia nessuno balla per essere guardato. Dodici giorni tra tamburi, sentieri e oceano, fino al giorno in cui una città intera cammina verso il mare.
Il viaggio giorno per giorno
Arrivo in serata e trasferimento nel centro storico. Tra controlli, bagagli e tragitto dall'aeroporto, si arriva in hotel intorno a mezzanotte: la prima notte è solo per dormire e recuperare dal viaggio intercontinentale. Il viaggio comincia davvero domani mattina.
- Transfer dall'aeroporto all'hotel
- Pernottamento in hotel in stanza doppia
Giornata piena nel cuore della città: le strade colorate del Pelourinho, le chiese barocche, i mercati, i sapori della cucina bahiana, e il suono dei tamburi che a fine gennaio si sente ovunque perché i blocchi afro stanno già provando per la festa. Incontriamo la capoeira e ascoltiamo il racconto del Candomblé da chi lo vive, senza pretendere di spiegarlo fino in fondo. Al tramonto Lalla apre la prima pratica di respiro e movimento, per lasciare al corpo il tempo di assorbire quello che gli occhi hanno visto.
- Colazione
- Guida
- Spostamenti in città
- Pernottamento in hotel in stanza doppia
Sei-sette ore di strada verso l'interno, dove la costa lascia il posto agli altipiani e ai canyon della Chapada Diamantina. Arriviamo a Lençóis, vecchia città dei diamanti, e il pomeriggio è dedicato al briefing sul cammino: cosa serve davvero nello zaino e cosa si lascia in valigia. La sera un cerchio breve, con una domanda sola: che cosa stai lasciando qui prima di salire.
- Colazione
- Trasferimento
- Pernottamento in camerata condivisa
Partenza all'alba verso Guiné. Prima di iniziare il trekking, una sessione di Pranayama con Angelica ci preparerà alla salita, armonizzando il respiro allo sforzo fisico. Attraverseremo il Mirante do Aleixo e i fiumi rosso-ambrati del Rio Funis. Arrivati nella pousada locale, una pratica di Yoga dolce e stretching scioglierà le tensioni di gambe e schiena dopo il primo giorno di cammino.
- Guida locale
- Colazione, pranzo e cena
- Pernottamento in casa locale, letto in camerata maschile o femminile
Ancora un risveglio dedicato al Pranayama. Oggi saliremo al Morro do Castelo, con i suoi belvedere sulla Valle del Calixto; in cima, Angelica guiderà una Meditazione davanti all'immensità della valle. Dopo il rientro e i bagni nelle cascate, chiuderemo la giornata con una pratica di Yoga ristorativo per il corpo.
- Guida locale
- Colazione, pranzo e cena
- Pernottamento in casa locale, letto in camerata maschile o femminile
L’ultimo giorno nel parco ci conduce alla Fenda da Prefeitura e alla Pedra do Jacaré. Davanti alla maestosità del Cachoeirão do Pati (270 mt), vivremo una Meditazione guidata sul potere del flusso e della resistenza. Rientrati a Lençóis, una sessione di Yoga per il rilascio profondo onorerà il corpo che ha appena concluso il trekking.
- Guida locale
- Colazione e pranzo
- Pernottamento in camerata condivisa
Giornata lunga di trasferimento verso l'oceano, tornando a Salvador dove prenderemo la barca per Boipeba. All'arrivo su quest'isola selvaggia, dove non ci sono automobili, ci sistemeremo in hotel per poi goderci il primo bagno e un tramonto in totale relax, più che meritato dopo tre giorni di camminate.
- Colazione
- Trasferimenti via terra e via mare
- Pernottamento in hotel in stanza doppia
Trascorreremo la giornata a Morerê dove, con la bassa marea, si aprono le piscine naturali, acqua trasparente dentro la barriera corallina, uno dei posti più belli di tutta la costa bahiana. Giornata di mare, di cammino leggero lungo la battigia e di niente da raggiungere. Al tramonto, sulla sabbia, Lalla apre uno spazio di danza libera con la musica: nessun passo da imparare, nessuno che guarda.
- Colazione
- Cerchio in natura
- Pernottamento in hotel in stanza doppia
Giornata libera, che sull'isola significa scegliere tra il niente e il quasi niente: le spiagge deserte verso Ponta dos Castelhanos, le mangrovie, il villaggio di Velha Boipeba raggiungibile a piedi lungo la costa, oppure l'amaca. Nel pomeriggio pratica di respiro e movimento in riva al mare. La sera il cerchio più importante del viaggio, quello in cui si guarda indietro a quello che è successo davvero in questi giorni.
- Colazione
- Pratica di movimento consapevole e danza estatica con Lalla
- Cerchio di dialogo
- Pernottamento in hotel in stanza doppia
Ultima mattina sull'isola e ultimo bagno, poi barca e strada per tornare in città. Salvador ci accoglie diversa da come l'avevamo lasciata: il bianco è già ovunque, nei vestiti e nelle vetrine, e la vigilia di Iemanjá si sente per strada. La sera il cerchio di chiusura con Alessandro e Lalla: una conversazione su questi dieci giorni e su cosa resta, prima della giornata che chiude il viaggio. Poi la serata è libera, ci sarò l'opzione di uscire a ballare o di restare in camera a riposarsi, consapevoli che domani si comincia presto, ma anche che la Bahia e Salvador in particolare sanno come caricarci di energia e farci stare svegli e vivi anche con poche ore di sonno.
- Colazione
- Trasferimenti via mare e via terra
- Cerchio di chiusura
- Pernottamento in hotel in stanza doppia
l 2 febbraio a Rio Vermelho è il giorno di Iemanjá, Regina del Mare e Madre di tutti gli Orixás, sincretizzata con la Madonna. Si comincia all'alba: il regalo principale arriva sulla spiaggia salutato dai fuochi d'artificio, e da lì per tutta la mattina una folla immensa vestita di bianco e azzurro porta fiori, profumi, specchi e lettere alla Casa de Iemanjá. Nel primo pomeriggio centinaia di barche prendono il largo per lasciare le offerte in mare aperto, e quando tornano la devozione lascia il posto alla festa: concerti gratuiti, blocchi musicali, tamburi e chioschi di acarajé fino a notte. Ci stiamo dentro come ospiti, ognuno con il proprio passo. La mattina lasciamo le camere ma teniamo una stanza a disposizione del gruppo per la doccia, così si può stare fuori tutto il giorno senza pensieri. Rientriamo nel tardo pomeriggio, cena di saluti alle venti e trasferimento in aeroporto verso le ventuno e trenta: il volo per l'Italia parte poco dopo la mezzanotte.
- Colazione
- Camera a disposizione per il cambio nel pomeriggio prima di cena
- Cena di saluti
- Trasferimento per l'aeroporto di Salvador
È incluso
- Alloggi
- Trasferimento da e per l'aeroporto
- Trasferimento interno Salvador → Chapada Diamantina
- Trasferimento interno Chapada Diamantina → Boipeba
- Trasferimento interno Boipeba → Salvador
- Mediazione culturale a Salvador
- Guide locali Vale do Pati (tutti i giorni di trekking)
- Colazione, tutti i giorni
- Pasti nei giorni di trekking (colazione, pranzo e cena in pousada)
- Cerchio di integrazione giornaliero facilitato da Alessandro e Lalla
- Pratiche giornaliere di yoga, meditazione e respirazione facilitate da Alessandro e Lalla
- Assicurazione medico-sanitaria
Non è incluso
- Volo internazionale Italia → Salvador e ritorno
- Pranzi e cene, fuori dai giorni di trekking
- Spese personali e shopping
- Assicurazione annullamento viaggio (consigliata)
- Visto (non richiesto per cittadini italiani — verificare validità passaporto)
Come arrivare e cosa portare
Volo: il volo internazionale non è incluso. Rotta consigliata: Milano Malpensa, o Roma Fiumicino o Bologna Guglielmo Marconi → Salvador de Bahia (SSA). Voli consigliati per l'andata, il 23 gennaio con TAP AirPortugal - Da MXP alle 11:55 con arrivo a SSA alle 22:55 - Da FCO alle12:15 con arrivo a SSA alle 22:55 - Da BLQ 13:20 con arrivo a SSA alle 22:55 Voli consigliati per il ritorno, il 03 febbraio con TAP AirPortugal - Da SSA alle 00:25 con arrivo a MXP alle 16:55 - Da SSA alle00:25 con arrivo a FCO alle 18:45 - Da SSA alle 00:25 con arrivo a BLQ alle 22:50 Zaino trekking: per il Vale do Pati serve uno zaino da 30-40 litri, scarpe da trekking già rodate, abbigliamento tecnico leggero, borraccia. Lista dettagliata inviata dopo la prenotazione. Forma fisica: il Vale do Pati è un trekking di media difficoltà, cammineremo tra le 5 e le 7 ore al giorno con dislivello. Non è alpinismo, ma non è una passeggiata. È richiesta una predisposizione per le lunghe camminate. Vaccini: nessun vaccino obbligatorio per la Bahia, poiché visitiamo la parte centro-orientale. Per approfondimenti consulta questa pagina: https://www.viaggiaresicuri.it/find-country/country/BRA Lingua: il viaggio si svolge in italiano. Le guide e strutture locali parlano in inglese. Alessandro parla portoghese e potrà tradurre e assistere in caso di necessità. Gruppo piccolo: massimo 12 partecipanti.
Cosa dice chi ha già partecipato a un viaggio LaChiave
Decidere di intraprendere un viaggio LaChiave è stata principalmente curiosità di qualcosa di diverso e più profondo dei soliti viaggi. Viverlo è stata pura magia. Con Alessandro abbiamo esplorato i luoghi più belli e meno conosciuti di Bali lavorando su noi stessi con spazi di riflessione, yoga e respirazione guidata. È stato un vero e proprio viaggio fuori e dentro di noi alla scoperta di un'isola unica nel suo genere. Alessandro è stato una guida attenta ai minimi dettagli per tutto il viaggio, dalle mete che ci ha portato a vedere ai momenti serali dedicati all'anima e alla riflessione più profonda su se stessi con spensieratezza e tanta allegria. Un'esperienza che sento di consigliare vivamente.
Carlotta
Bali 2026, la pace tra i templi
Il viaggio a Bali con Alessandro è stata un'esperienza davvero speciale, molto più di una semplice vacanza. In una settimana ci ha accompagnati alla scoperta di paesaggi meravigliosi, luoghi autentici e angoli dell'isola lontani dai percorsi più turistici. La sua presenza ha fatto la differenza: è stato sempre disponibile, attento e capace di organizzare ogni giornata con grande cura, lasciandoci allo stesso tempo lo spazio per vivere ogni momento con calma e consapevolezza. Grazie alle attività di yoga, respirazione e riflessione, il viaggio è diventato anche un'occasione per fermarsi, ascoltarsi e ritrovare un contatto più profondo con se stessi, senza mai perdere leggerezza e divertimento.
Michelangelo
Bali 2026, la pace tra i templi
Cosa DICE chi ha già vissuto uno spazio LaChiave
Io sono entrata con un foglio bianco e ne sono uscita con un quaderno pieno di spunti, riflessioni e condivisione
Io esco da qui sentendomi molto più ricco e meno solo, quindi grazie davvero a tutti per la serata!
È stata una sorpresa bellissima, uno spazio utile e un flow così naturale e arricchente, grazie a tutti quelli che sono intervenuti 🌱❤️ spero ne farete altri davvero!
In realtà non mi ero fatta aspettative, ho scelto di partecipare in ottica di ascolto e di apertura. Grazie di cuore per tutte le riflessioni e le condivisioni emerse. Sono molto grata di questo momento così nutriente
Grazie a voi. E grazie a tutti. Spazio molto bello. Vado a preparare il mio cuscino da meditazione